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Carbon footprint, imrponta di carbonio

Il carbon footprint, o meglio conosciuto come l’impronta di carbonio, è una misura essenziale per quantificare le emissioni di gas serra rilasciate nell’atmosfera a seguito di attività quotidiane come la guida di automobili, l’utilizzo di energia elettrica, o la produzione e il consumo di merci.

Il carbon footprint non si limita alla sola misurazione dell CO2 emessa, ma include anche altri gas significativi per l’effetto serra.

Lo so ci siamo sempre e solo focalizzati sul biossido di carbonio, ma di gas dannosi per l’ambiente ce ne sono altri, che vengono costantemente misurati e tenuti in considerazione.

Tra questi ricordiamo metano (CH4) e l’ossido di diazoto (N2O), che né abbiamo sicuramente sentito parlare e anche altri gas meno conosciuti ma altrettanto impattanti nella nostra impronta di carbonio : l’esafluoruro di zolfo (SF6), gli idrofluorocarburi (HFCs), iperfluorocarburi (PFCs) e il trifluoruro di azoto (NF3), che è stato recentemente aggiunto alla lista dei gas monitorati.

Lisa Bertizzolo blogger di www.diventagreen.com

Ciao sono Lisa, blogger e lettrice compulsiva di libri.

Mi diletto in autoproduzione e coltivo un orto in divenire.

Da anni ormai sono in cammino per vivere una vita più sostenibile, ma senza giudizio un passo alla volta. Mi piace definirmi sosteniblmente imperfetta. Anche le mie scelte lavorative sono determinate da questo cammino, scegliendo collaborazioni in cui i miei valori sono rispettati

Come misurare i gas?

L’emissioni di questi gas vengono misurati con l’unità di misura GWP “global warming potential”, ossia il potenziale di riscaldamento globale.

Il GWP misura la capacità di trattenere il calore nell’atmosfera rispetto a una quantità equivalente di CO2 su un periodo standard di 100 anni.

Per esempio un gas con GWP 10 è in grado di trattenere calore 10 volte di più rispetto alla CO2 espressa nello stesso tempo.

Questo indice permette di valutare e calcolare una serie di metriche diverse di diversi gas ed avere un maggiore controllo delle loro combinazioni.

Ecco perchè la misurazione e il calcolo diventano fondamentali per avere  un resoconto delle emissioni totali!

E noi che ci limitavamo a pensare al solo biossido di carbonio.

Ridurre impatto carbonio andando in bicicletta

Alcuni esempi di carbon footprint

Esistono diversi tipi di carbon footprint a seconda di cosa noi vogliamo misurare che produce emissioni:

    • Individuale: valuta l’impatto delle scelte quotidiane individuali, come il modo in cui ci si sposta, l’energia consumata in casa, e le abitudini di consumo (link a sostenibilità senza giudizio e link a energia rinnovabile)

    • Organizzativa: misura le emissioni generate dall’intera operatività di un’azienda, inclusi i processi produttivi, il consumo energetico, i viaggi d’affari, e altro (siti internet)

    • Di prodotto: analizza l’impatto specifico di un singolo prodotto, dalla produzione alla distribuzione, all’uso e allo smaltimento finale (link a cibo e cucina).

Come si calcola il Carbon footprint?

Il calcolo dell’impronta di carbonio viene fatta prendendo in esame una serie di misure dovute alle abitudini individuali, ai processi di emissioni dirette e indirette delle organizzazioni e al ciclo di vita di un prodotto.

Per il carbon footprint individuale vengono presi in esame 5 macroaree in cui vengono identificate le possibili emissioni:

Dopo la raccolta di questi dati, si applicano specifici coefficienti di emissione a ciascuna categoria di attività, utilizzando database nazionali e internazionali per garantire precisione e conformità agli standard globali. 

La somma delle emissioni calcolate per ogni categoria fornisce il totale dell’impronta di carbonio individuale, espressa in tonnellate di CO2 equivalente.

Questo calcolo aiuta gli individui a comprendere e, potenzialmente, a ridurre il loro impatto ambientale attraverso cambiamenti consapevoli nelle loro scelte quotidiane.

Già da questa prima analisi puoi capire quanto ogni nostra scelta ha un impatto, ed è per questo che è importante valutare un cammino di cambiamento per diventare sostenibile.

Ma non ti allarmare, c’è tanto in gioco e questo può scoraggiarti.

Puoi cominciare ad essere sostenibile iniziando da 2 azioni che non impegneranno il tuo tempo quotidiano ma che faranno la differenza:

Organizzazione, team building con carbon footprint

Il calcolo della carbon footprint di un’organizzazione invece richiede un’analisi e calcolo più strutturato che prende in considerazione 3 categorie, note come “Scope 1,2,3”.

Scope 1 emissioni dirette: include tutte le emissioni dirette prodotte dalle attività gestite direttamente dall’organizzazione. Includono la combustione di carburanti in impianti di proprietà o controllati dall’organizzazione, come caldaie, veicoli aziendali e generatori.

Scope 2 emissioni indirette da energia: copre le emissioni generate dalla produzione dell’energia elettrica, calore o vapore che l’organizzazione acquista e utilizza. Esiste un progetto green etico per la tua organizzazione in cui puoi veramente fare la differenza e ridurre se non eliminare del tutto le tue emissioni (per maggiori informazioni ) Queste sono le emissioni legate alla produzione di energia consumata dall’ente.

Scope 3 altre emissioni indirette: questa è la categoria più difficile da analizzare e misurare perchè dipende da molte variabili, escludendo quelle da scope 2, e comprendono tutte quelle attività di supporto all’organizzazione come l’acquisto di beni e servizi, i rifiuti prodotti nelle operazioni, il trasporto di prodotti finiti e i viaggi d’affari.

Il processo di calcolo si basa sulla raccolta di tutti questi dati, analisi e misurazioni. Affinchè tutto il processo sia affidabile è bene far riferimento a fatture energetiche, registri di manutenzione e di viaggio per avere una visione chiara e precisa delle attività che generano emissioni.

Dopo questa dettagliata analisi si applicano i coefficienti di emissioni appropriati che convertono le varie emissioni in unità di CO₂ equivalente. In questo modo si ha un quadro completo dell’impatto ambientale che ha l’organizzazione.

Il calcolo della carbon footprint di prodotto necessita invece di un’analisi che prende in considerazione tutto il ciclo di vita dello stesso.

Vediamo in dettaglio quali sono gli elementi da tenere in considerazione:

    1. Definizione degli obiettivi e dell’ambito dello studio. Questo passaggio prende in considerazione il tipo di prodotto da analizzare, le fasi del suo ciclo di vita e delle emissioni prodotte
    2. Raccolta dei dati per ogni fase del ciclo di vita 

    • estrazione e acquisizione materie prime

    • produzione

    • distribuzione e trasporto

    • uso del prodotto

    • smaltimento o riciclaggio

    1. Applicazione dei coefficienti di emissione. I coefficienti applicati quantificano le emissioni per ogni unità di input (esempio kilowattora di energia consumata o tonnellata di materiale utilizzato). Naturalmente sono strettamente dipendenti dal tipo di prodotto e dalla geolocalizzazione dello stesso.
    2. Calcolo dell’impronta di carbonio totale. La somma del carico totale di emissione fornisce un dato rappresentativo sull’intero impatto ambientale che ha il prodotto preso in esame offrendo comunque dati significativi sulla possibilità di migliorare gli impatti di prodotti simili o di nuova produzione.

Ma alla fine perchè un’organizzazione o azienda dovrebbe calcolare il suo carbon footprint?

Leggere tutto ciò potrebbe spaventare e declinare l’idea di far calcolare il proprio carbo footprint.

Ma, nell’attuale panorama economico dove la sostenibilità è diventato un criterio base di scelta e di collaborazione, gestire la propria impronta di carbonio può diventare vantaggioso ed avere una competitività significativa.

Ecco alcuni benefici che si possono trarre:

    1. Riduzione dei costi operativi. Ebbene sì, calcolare il carbon footprint permette alle aziende di identificare le inefficienze dei processi, migliorandone l’efficienza soprattutto nel momento in cui viene scelta una fonte di energia rinnovabile garantita all’origine
    2. Fidelizzazione del cliente. I consumatori dei giorni nostri fanno attenzione all’impatto ambientale che possono avere le loro scelte e sicuramente sono più propensi ad acquistare prodotti o servizi in cui esiste una comunicazione trasparente responsabilità sulla sostenibilità.
    3. Accesso a nuovi mercati finanziari. Il processo di riduzione e calcolo del carbon footprint può dare l’accesso a mercati internazionali in cui la sostenibilità è criterio di scelta collaborativa, finanziamenti anche governativi. Aziende con solide politiche ambientali attraggono investitori interessati a minimizzare i rischi legati ai cambiamenti climatici nei loro portafogli.
    4. Adeguamento alle normative ambientali sempre più rigide. Avere già una visione sostenibile e adeguarsi volontariamente a questo tipo di analisi lascia spazio alla prevenzione e prontezza di adeguamento qualora questo calcolo diventi obbligatorio, minimizzando i rischi legali e finanziari.

Calcolare il carbon footprint è come piantare un seme per un futuro più verde

Calcolare il carbon footprint è come piantare un seme per un futuro più verde.

È un investimento che porta numerosi benefici: dalla riduzione dei costi operativi e dalla fidelizzazione dei clienti, fino all’accesso a nuovi mercati e all’adeguamento alle normative sempre più stringenti. 

Ma soprattutto, è un passo concreto verso un mondo dove le aziende non sono solo motori economici, ma anche agenti di cambiamento positivo.

Immagina un futuro in cui ogni scelta, ogni prodotto, ogni servizio contribuisca a preservare il nostro pianeta.

Iniziando a misurare la tua impronta di carbonio, tu stesso diventi parte di questa rivoluzione.

Insieme, aziende, consumatori e istituzioni possono costruire un futuro sostenibile e lasciare un mondo migliore alle generazioni future. 

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