Ciao sono Lisa Bertizzolo, blogger amante della natura e di tutto ciò che la riguarda, lettrice compulsiva di libri, sempre alla ricerca di verità e soluzioni.
Mi diletto in autoproduzione e coltivo un orto in divenire.
Grazie alla mia famiglia ho potuto accogliere quest’opportunità della SHARING ECONOMY con cui ho potuto TRASFORMARE la mia vita da dipendente a imprenditrice di me stessa. Puoi trovare i miei servizi qui.
Ma torniamo a noi, come dicevo all’inizio, la potenza delle onde può creare un moto in grado di produrre energia marina.
Ma come è possibile?
La potenza delle onde (Wave Energy), viene dalla forza che il vento esercita sulla superficie del mare, formando increspature sulla superficie dell’acqua.
È una fonte rinnovabile che non produce rifiuti ed è illimitata.
Tuttavia, fino a poco tempo fa, era considerata un’alternatica costosa per l’estrazione e il suo mantenimento, nonchè deleteria per gli habitat marini e utile solo lungo le cos
Lo sfruttamento dell’energia del moto ondoso è di recente sperimentazione in vari progetti europei di ricerca nel campo energetico; in particolare se il moto ondoso viene sfruttato per la produzione di energia elettrica, il sistema è denominato cimoelettrico.
Moto ondoso e energia marina
Per un osservatore casuale, il moto ondoso rappresenta il movimento più evidente del mare, o, più in generale, di qualunque superficie d’acqua caratterizzata da onde e dal loro moto in propagazione. Lo studio del moto ondoso rientra all’interno dell’oceanografia (una branca della scienza della terra che studia gli oceani, con uno sguardo pù attento ai processi fisici, chimici, biologici e geologici che in essa avvengono).Ma come funziona il moto ondoso?La superficie marina è caratterizzata da una costante agitazione. Le increspature che salgono e scendono e il formarsi delle onde che si infrangono sulle coste, sono causate dal vento. Quando il moto ondoso si verifica in mare aperto non provoca grandi movimenti ma piccole oscillazioni.
È quando si presenta una differenza di fondale che si creano le grandi onde: passando da una grande profondità a una più bassa che l’onda si alza fino alla rottura.
Come si crea energia dal moto ondoso?
L’energia cinetica del mare viene intrappolata tramite i Wec (Wave Energy Converters) che catturano l’energia delle onde usando diversi principi fisici.Il dispositivo progettato da Enea e Politecnico di Torino si chiama Pewec 2.0, acronimo di Pendulum Wave Energy Converter.
La versione finale avrà una potenza di 525 kW, misurerà 15 metri di lunghezza, 23 di larghezza e 7,5 di altezza. Il peso arriverà ad oltre 1.000 tonnellate, inclusa la zavorra.
Questo strumento si basa sull’oscillazione di un pendolo che produce energia grazie al movimento delle onde e ha dimostrato, in fase di test, di resistere nene anche in condizioni estreme.Secondo Gianmaria Sannino, responsabile del Laboratorio Enea di modellistica climatica e impatti, Pewec 2.0 potrebbe essere utilizzato per le piccole isole italiane.
“Nel nostro Paese si contano più di 50 isole minori con una popolazione media di circa 2.500 abitanti, un consumo medio pro-capite di 6 kWh/g e un costo dell’energia molto elevato. Una decina di questi dispositivi potrebbero produrre energia elettrica per un paese di 3mila abitanti.”
Questo potrebbe essere un notevole passo avanti per la sostenibilità del costo dell’energia per le nostre isole. Naturalmente non impatterà con la flora e la fauna marina e aiuterà a combattere i fenomeni erosivi delle spiagge riducendo l’energia delle onde che si infrangono. nelle coste.
Quando verrà implementata questo tipo di energia marina?
Entro il 2050 l’energia elettrica dovrà essere prodotta con tecnologie esenti da emissioni, a basso costo e flessibili: fra le opzioni più promettenti in questa direzione, l’energia dal mare – sia dalle correnti di marea che dal moto ondoso che negli ultimi anni è entrata a far parte della strategia generale dell’UE. Nel 2017 è stato creato un gruppo di lavoro composto da 10 stati Gran Bretagna, Italia, Spagna, Francia, Belgio, Portogallo, Germania, Irlanda, Cipro, Svezia che ha definito i seguenti obiettivi:
- 15 centesimi di euro/kWh nel 2025 e 10 nel 2030 per il flusso delle maree
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20 centesimi di euro/kWh nel 2025, 15 nel 2030 e 10 nel 2035 per l’energia dalle onde.
Ci si aspetta infatti che attraverso una rapida convergenza tecnologica quest’ultima tecnologia segua lo stesso percorso dell’energia dalle maree, tecnologicamente più consolidata, e raggiunga gli stessi obiettivi con cinque anni di ritardo. 400mila nuovi posti di lavoro. Sarà vero? Attendiamo impazienti questo momento.
Questo articolo contiene link derivanti da collaborazioni ed esperienze dirette secondo i miei principi si sostenibilità, etica e trasparenza.
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